1. Il Ritiro spirituale     comunitario  Ogni mese i Discepoli del Signore si  ritrovano insieme per un tempo di ritiro  spirituale: questo tempo esprime il bisogno  di un reale incontro con Dio e un luogo di  rinnovamento interiore, di testimonianza  reciproca e di conforto vicendevole. Lontani  dalla distrazione quotidiana, permette di  sostare nella pace accanto al Signore, di  riconsiderare la grazia di questa  appartenenza, di riprendere lo slancio della  carità. In particolare, in occasione delle  festività di Natale e di Pasqua celebrano  insieme il sacramento della Riconciliazione  con la confessione individuale dei peccati.    
2. La celebrazione del Sacramento della Penitenza   Nell’intervallo di tempo che va da un  ritiro spirituale all’altro i Discepoli del  Signore si impegnano a celebrare una volta il  Sacramento della Penitenza. La  riconciliazione con Dio attraverso la  comunione con la Chiesa diventa  progressivamente un momento  particolarmente desiderato. Gli affetti  spirituali si mantengono vivi attraverso  l’esercizio del dolore dei peccati, il  desiderio di una sempre maggiore intimità  con Dio e un rinnovato impegno di  conversione. Il sacramento della penitenza  rende più buoni e più disposti alla  misericordia verso gli altri.   .
3. Un gesto concreto di elemosina  L’elemosina (eleison = abbi pietà) è il  segno di chi si rivolge a Dio per implorare  l’umiltà e la sincerità del cuore. La  misericordia ricevuta viene ridonata ai  fratelli.  Ogni mese i Discepoli del Signore  scelgono un segno di particolare penitenza o  qualche rinuncia in segno di povertà, oppure  un’opera di misericordia corporale o  spirituale verso qualcuno che  ha bisogno. Il  gesto è concordato insieme dagli sposi o  dall’intera famiglia. La Chiesa ha sempre  tenuto il giorno di venerdì come giorno di  penitenza e di riconciliazione: è utile  ricordare che un’opera di misericordia copre  una moltitudine di peccati. Inoltre ci sono  delle tentazioni che si vincono soltanto con  la preghiera e con il digiuno. 
i segni del mese
4. La preghiera domestica  L’incontro di preghiera domestica è uno dei segni che qualifica maggiormente questa  esperienza spirituale. La preghiera domestica è un incontro che avviene sempre tra due coppie di  sposi, nella casa di una di loro. Questo incontro si caratterizza soltanto come un tempo di  preghiera e di comunicazione della fede; viene perciò esclusa ogni forma di più generica  convivialità.   Durante la preghiera domestica, gli sposi sono i soli protagonisti della loro celebrazione,  imparano ad esprimersi con sincerità e confidenza, ponendosi con verità davanti a se stessi e di  fronte al Signore. Aprire la casa ai fratelli di fede  è anche aprirsi gli uni gli altri con fiducia, è un  rendere partecipi della propria storia, è un condividere tra loro le fatiche e le speranze, le gioie e  le sofferenze della vita. È sorprendente come questo incontro riesca a conservare confidenza e  riserbo, circa le cose che si dicono e quelle che si ascoltano. Ciascuno apprezza la fatica  necessaria per rivelarsi e insieme gioisce della consolazione che alla fine si prova. La necessaria  preparazione alla preghiera domestica è un fortissimo aiuto anche per la comunicazione profonda  all’interno della coppia.   L’incontro di preghiera domestica non è lasciato alla spontaneità di una improvvisazione  immediata, ma segue un criterio metodologico preciso. Questa scelta è risultata di grande utilità  pratica, perché costituisce un aiuto prezioso, soprattutto per chi inizia, per imparare a vivere  l’obiettività della preghiera cristiana.  
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